Identità e organizzazione dello Stato
Venti regioni (cinque a statuto speciale), province e città metropolitane, comuni. Italiano lingua ufficiale e dodici minoranze linguistiche tutelate. Fuso CET/CEST, dodici festività nazionali.
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Regioni, province, comuni
Le 20 regioni sono Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Cinque hanno uno statuto speciale con autonomia più ampia, soprattutto fiscale e linguistica: Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige (dove le due province autonome di Trento e Bolzano esercitano gran parte dei poteri), Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna. Sotto le regioni stanno le province e, nelle aree urbane maggiori, le città metropolitane; alla base i comuni, che sono l'interlocutore quotidiano per anagrafe, scuola dell'infanzia, tributi locali e polizia locale. Regioni e comuni hanno un presidente o sindaco eletti direttamente.
Lingua ufficiale e minoranze
L'italiano è la lingua ufficiale. La legge 482/1999 riconosce e tutela le lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo. Nelle aree interessate la tutela si traduce in toponomastica bilingue, uso della lingua negli uffici pubblici e insegnamento scolastico: il tedesco in Alto Adige (dove è lingua coufficiale), il francese in Valle d'Aosta, lo sloveno nelle province di Trieste, Gorizia e Udine, il ladino in alcune valli dolomitiche, il friulano in Friuli, il sardo in Sardegna. Chi si trasferisce in queste zone troverà documenti e segnaletica in due lingue e, in Alto Adige, requisiti linguistici per il pubblico impiego.
Fuso orario
L'Italia è nel fuso dell'Europa centrale: UTC+1 in inverno (CET) e UTC+2 in estate (CEST), con il cambio nell'ultima domenica di marzo e nell'ultima di ottobre, come nel resto dell'Unione europea. Gli orari si scrivono nel formato 24 ore.
Festività nazionali
Le festività nazionali sono fissate dalla legge 260/1949 e successive modifiche. Nei giorni festivi uffici pubblici, scuole e molte attività commerciali chiudono; i trasporti seguono orari ridotti. Ogni comune osserva inoltre la festa del proprio santo patrono (a Roma il 29 giugno, a Milano il 7 dicembre), durante la quale gli uffici comunali e le scuole locali restano chiusi.
- 1 gennaio – Capodanno
- 6 gennaio – Epifania
- Lunedì dell'Angelo (il giorno dopo Pasqua, data mobile)
- 25 aprile – Anniversario della Liberazione
- 1 maggio – Festa del Lavoro
- 2 giugno – Festa della Repubblica
- 15 agosto – Assunzione (Ferragosto)
- 4 ottobre – San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia (dal 2026)
- 1 novembre – Tutti i Santi
- 8 dicembre – Immacolata Concezione
- 25 dicembre – Natale
- 26 dicembre – Santo Stefano
- Santo patrono del comune (data locale)
Dati
Fonti
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Revisione: 22/10/2026 · a cura di piero.avolio · rev. 1 · Periodo: → 2027-10-31
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