Identità: da borgo delle castellanze a città, con San Vittore patrono
Lo statuto comunale ripercorre l'autonomia di Varese dagli Statuti del 1347 al privilegio imperiale di «non infeudazione» del 1538; Varese era un borgo con le sue castellanze fino al 1816, quando fu elevata a Città, e nel 1927 divenne capoluogo di provincia. San Vittore, patrono della Città, compare nel cimiero dello stemma.
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Le tappe dell'autonomia
La premessa dello statuto rintraccia lo spirito di autonomia della comunità varesina negli Statuti del 1347, nel Privilegio imperiale di «non infeudazione» del 1538, negli Ordinamenti del 1585 e nella riforma teresiana del 1757. Indica poi come tappe fondamentali l'elevazione a Città nel 1816 (in precedenza Varese era un «borgo» con le sue «castellanze»), la partecipazione al Risorgimento, l'elevazione nel 1927 a capoluogo di un vasto territorio della Lombardia nord-occidentale, dopo le brevi esperienze del 1787-1791 e del 1797-1798, e il ruolo attivo nella Resistenza.
Stemma e patrono
Secondo l'articolo 4, stemma, gonfalone e bandiera sono i segni distintivi della comunità. Lo stemma è uno scudo sannitico troncato, rosso al palo d'argento nella parte superiore e d'argento in quella inferiore, sormontato da corona marchionale e da un cimiero con la figura di un guerriero, San Vittore, patrono della Città, che regge una bandiera bianca con croce rossa e la palma del martirio.
Una città europea
Lo statuto richiama infine la collocazione geografica di Varese e le sue relazioni socio-economiche e culturali con gli altri Paesi del continente come ragioni della convinta adesione della comunità alla realtà europea.
Dati
Fonti
Aggiornato: 2026-10-22
Revisione: 23/10/2026 · a cura di piero.avolio · rev. 1 · Periodo: → 2027-10-31
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